CHI SONO I DEVOTI DI KRISHNA, GLI HARE KRISHNA?

di Yudhisthira Das – responsabile regionale della comunità Hare Krishna

I devoti di Krishna appartengono alla tradizione Gaudiya Vaisnava, meglio nota in occidente come Movimento “Hare Krishna” o “Movimento per la Coscienza di Krishna”. Questa tradizione Vaisnava, che tratta della relazione eterna che lega gli esseri viventi a Dio, è molto antica (risale al tempo della presenza di Sri Krishna su questo pianeta, ovvero circa 5.000 anni fa). In tempi più recenti questa tradizione ha riacquistato grande vigore tra il quindicesimo e il sedicesimo secolo d.C., grazie all’opera di Sri Krishna Caitanya Mahaprabhu, designato dalla Scritture vediche come manifestazione di Dio stesso, disceso per diffondere il canto del santo nome del Signore Hare Krishna Hare Krishna Krishna Krishna Hare Hare / Hare Rama Hare Rama Rama Rama Hare Hare in ogni città e in ogni villaggio del pianeta.

Nei secoli successivi questa tradizione è stata tramandata dagli acarya (grandi maestri) della Gaudiya Vaisnava Sampradaya, catena di maestri grazie alla quale il messaggio spirituale è potuto arrivare intatto fino a noi. Un importantissimo anello di questa catena di maestri è Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, fondatore-acarya dell’Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna che ha diffuso a livello mondiale gli insegnamenti rivelati da Sri Caitanya Mahaprabhu, insegnamenti che erano rimasti, prima di lui, confinati all’interno dell’India.

A partire dal 1965, all’età di 69 anni, Srila Prabhupada ha lasciato l’India con destinazione New York per soddisfare il desiderio del suo maestro spirituale che desiderava far conoscere ai Paesi occidentali la filosofia del bhakti-yoga. Punto centrale di questi insegnamenti, è che ogni cosa, ogni essere vivente, ha una relazione eterna con Dio ed è, simultaneamente, uguale e differente da Lui. Questo principio, in tutte le sue profonde sfaccettature e ramificazioni, è stato ampiamente spiegato in una vasta letteratura denominata “Scritture Vediche” di cui la Bhagavad-gita, lo Srimad-Bhagavatam e la Caitanya-caritamrta ne costituiscono il cuore. La traduzione dall’antico linguaggio Sanscrito all’Inglese (e grazie ai suoi discepoli è stata poi resa anche nelle altre lingue del mondo) di tale ampia letteratura ha costituito il dono principale che Srila Prabhupada ha fatto all’umanità. Questa grande personalità ha lasciato il mondo nel 1977, ma la sua missione è stata proseguita da alcuni dei suoi confratelli (discepoli di uno stesso maestro) e discepoli tra cui Srila Bhakti Vaibhava Puri Gosvami Maharaja e Srila Bhaktivedanta Narayana Gosvami Maharaja (recentemente scomparsi), che si distinguono nel mondo occidentale per la loro instancabile opera di predica che li ha portati, nonostante l’età avanzata, a viaggiare ovunque per aiutare i devoti nella pratica quotidiana, proseguire la traduzione dei testi spirituali e spiegare i profondi insegnamenti dei Veda a tutti coloro che incontravano.

In sintesi, i Veda spiegano che la vita umana è difficile da ottenere ed è preziosa, e sebbene temporanea deve servire a comprenderne l’importanza. Per prima cosa dobbiamo sapere ‘Chi sono io? Perché sono in questo mondo materiale?’ Tutti cercano la felicità ma dobbiamo accettare anche la sofferenza. Perché? Chi è il creatore di questo Universo? Chi lo mantiene e chi lo distrugge? Queste cose sono molto importanti da sapere e devono essere conosciute dagli esseri umani. Se chiediamo a qualcuno ‘Chi sei?’, risponderà con il suo nome e/o con la sua posizione ‘sono un uomo’ ‘sono una donna’, ‘sono un dottore’ ecc., ma questa non è la nostra vera identità. Qual è allora la nostra vera identità? Si tratta della prima cosa da conoscere. Nella Bhagavad-gita, Krishna, la Suprema Personalità di Dio, che è il Creatore dell’universo, afferma che “noi non siamo questo corpo”, siamo anime spirituali eterne, parti e particelle della Suprema Persona di Dio, che vivono all’interno di un corpo materiale. A causa dell’influenza dell’energia materiale, abbiamo dimenticato la nostra vera identità spirituale e viviamo nella concezione corporea dell’esistenza. In quanto parti del Supremo, siamo qualitativamente uguali a Lui come le pepite d’oro sono qualitativamente uguali alla miniera d’oro perché fatti della stessa sostanza, ma siamo anche, allo stesso tempo, quantitativamente diversi da Lui perché siamo infinitesimali mentre Lui è infinito. In quanto parti di Dio abbiamo il dovere di servirLo: in ciò consiste la nostra posizione eterna. Ma siamo anche dotati di libero arbitrio. Possiamo scegliere se servirLo oppure no. Se scegliamo di non servirLo, allora veniamo nella dimensione materiale dove vivremo alla ricerca di una propria felicità egoistica. A causa di questa ricerca di felicità egoistica, sviluppiamo desideri materiali che ci intrappolano sempre più in questa concezione materiale della vita continuando a compiere attività materiali che ci fanno ottenere un corpo materiale dopo l’altro. Da innumerevoli vite soffriamo in questo mondo materiale subendo le quattro forme di sofferenza: nascita, malattia, vecchiaia e morte. Nonostante i tentativi di godere dell’esistenza, alla fine otteniamo solo sofferenza. Perché? La causa delle nostre sofferenze è la dimenticanza dell’Anima Suprema. Chi è l’Anima Suprema? È Dio, il controllore Supremo, Krishna. Quando gradualmente ritroveremo la nostra connessione con Krishna, allora automaticamente la felicità arriverà. Come possiamo ottenere la conoscenza di Lui e della relazione che ci lega nonostante la nostra ignoranza? Krishna è molto misericordioso ed è disceso in questo mondo sia personalmente che nella forma di persone sante e sacre scritture, al fine di alleviare le sofferenze degli esseri viventi. Lui ci dice “Non utilizzate il vostro tempo solo per mangiare, dormire, avere relazioni sensuali e difendervi come fanno gli animali, ma utilizzatelo per compiere attività spirituali come cantare i Miei santi nomi trascendentali Hare Krishna Hare Krishna Krishna Krishna Hare Hare / Hare Rama Hare Rama Rama Rama Hare Hare.” Attraverso questo metodo ritroveremo la nostra relazione con il Signore Supremo in quanto la nostra vera identità è quella di essere Suoi eterni servitori.

Qual è il rapporto dei devoti di Krishna con le altre religioni o forme di spiritualità? I devoti pensano agli appartenenti alle altre religioni come a fratelli e sorelle, perché tutti apparteniamo allo stesso Dio e siamo quindi in realtà una stessa famiglia in quanto Suoi figli. Così come, ad esempio, l’acqua viene pronunciata in differenti modi a seconda dei differenti linguaggi restando pur sempre lo stesso oggetto, similmente Dio è Uno ma le preghiere che Gli rivolgiamo e il nome con cui Lo chiamiamo possono cambiare dovuto alle differenti lingue e culture.

Che tutti possano diventare felici e liberi da qualsiasi problema.

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